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La Storia dei Fuochi Pirotecnici

Fu un monaco cinese che nell'ottavo secolo inventò il primo miscuglio di polveri esplosive. La combustione di un miscuglio di sostanze insieme alla presenza di metalli permette di ottenere i fuochi colorati che comunemente vengono chiamati "fuochi artificiali".

L'esistenza dei fuochi artificiali è indissolubilmente legata all'esistenza dei razzi e alla povere da sparo. L'uso della pirotecnica è presente il Cina già dal I secolo, mentre si hanno testimonianze dell'uso di razzi e di esplosivi già dal VI secolo.
Razzi venivano usati contro i mongoli invasori nel 1279.

 

La polvere da sparo nera era anche utilizzata come prodotto farmaceutico, che fu preparato da un monaco taoista nell'VIII secolo.


Si pensa siano stati i mongoli a diffondere la polvere da sparo in Europa intorno al 1241.
Ruggero Bacone, il filosofo vissuto dal 1214 al 1292, ci ha tramandato scritti con la formula della polvere da sparo, tuttora utilizzata , mentre fu probabilmente Berthold Schwarz, un monaco tedesco del XVI secolo che per primo la utilizzò per sparare un proiettile.

Le prime fabbriche di pirotecnia sorsero in Germania (1340-1348) ad Augsburg, a Spandau, a Liegnits.

 

L'arte del fuoco e' la piu' ammirata e la meno conosciuta. Tutte le arti si sono costruite delle teorie, delle regole e una storia. I fuochi d'artificio avanzano nel tempo in silenzio, senza storia, conosciuti solo da amatori e sparafuochi, la cui arte, segreti, teorie, regole e mestiere sono chiusi all'interno della fabbrica, inaccessibili, anche ai controlli di legge.
Assenti la letteratura, l'informazione, la critica. In effetti, i fuochi non possono essere scritti ne descritti, soltanto visti, ascoltati ed ammirati.


In materia risultano solo tre pubblicazioni:
- "De la pirotecnia" di Vannoccio Biringuccio, Siena, 1540;
- "Pirotecnia moderna" di F. Di Maio, Hoepli, Milano, 1891;
- "Fuochi pirotecnici e artifizi da segnalazione" di P. Macchi, Pirola, Milano, 1984.

 

L'opera di Biringuccio (1480-1539), contemporaneo di Leonardo da Vinci (1452-1519) e' un trattato di chimica tecnico-scientifica.
"Pirotecnia moderna" di Di Maio e' un vero e proprio manuale del pirotecnico.
"Fuochi pirotecnici e artifizi da segnalazione" di Paolo Macchi e' una guida per l'applicazione delle norme di P.S. per l'accensione, deposito, trasporto, vendita di artifizi e per impianti di fabbriche e di depositi per i fuochi artificiali.

Scuole di fuochi d'artificio

 

Già dal diciassettesimo secolo si sono affermate due scuole in Europa, per la produzione di fuochi artificiali : una italiana, famosa per i fuochi più spettacolari, e una a Norimberga, famosa per la tecnica usata. Da allora ad oggi la tradizione si è conservata ed è in Italia, a Paestum, ogni anno si tiene la Fiera International Fireworks Fair.

 

Un tempo erano riservati alle feste dei nobili e alle celebrazioni militari, dall'ottocento in poi sono divenuti parte integrante delle feste popolari.

 

Famose sono le grandi gare pirotecniche di Adelfia-Montrone (BA), il 10 novembre e di Mugnano (NA), il III martedi' di ottobre che contano presenze inimmaginabili, da 200.000 a 300.000 spettatori.
Ma l'uso dei fuochi d'artificio non è solo ricreativo, sono utilizzati in condizione di scarsa visibilità come sistemi di segnalazione.

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